rivista: “memory of how it feels”

rivista da Tina Lorizzo, foto da Marc Wessels

La Catarsi comincia con la melodia di un carion umano che ci riporta indietro nella memoria di eventi passati sentendo ‘How It Feels’, come addormentati in un sogno.

Tre storie fantasticamente connesse in un gioco di parole, segni, movimenti e musica.

E tra una storia e l’altra corriamo, corriamo a recuperare la memoria che abbiamo messo a riparo tra le radici della nostra anima. E quando l’abbiamo ritrovata, eccoci qui a sentirla col cuore.

Neo Muyanga ci conduce li’ a ricordare e a rivivere le sensazioni, i sentimenti e la forza di momenti passati.

E come seduti in un grande teatro dell’Antica Grecia, ci prepariamo alla catarsi; Usciamo da noi stessi e ci posizioniamo nell’anima di un ballerino, di un contastorie, di un musicista, di un suonatore di violino o un pianista di una soprano o di un regista, diventando attori di noi stessi.

Il rumore dei movimenti, il cambiamento perenne del tono delle voci, la docile musica dei violini e il muto linguaggio

dei segni ci riportano a sentire la forza vitale degli eventi.

E’ il passato, il presente e il futuro che e’ oggi.

Per un ‘ora siamo li’, di fronte a quel palco tra contrastanti emozioni di risa, di pianto, di riflessione e di allegria; non sappiamo dove siamo, chi siamo e cosa sia la verita’.

Ma all’improvviso smettiamo di correre, rallentiamo nei movimenti e, mentre il sipario si chiude ritorniamo noi stessi.

La catarsi e’ gia’ avvenuta e alla dolce melodia del carion continuamo a vivere.

Quando ho conosciuto Neo per la prima volta, quasi un anno fa, nell’ Avenida Samora Machel di Maputo in Mozambico non avrei mai immaginato di ritrovarmi qui spettatrice/attrice (nel concetto di catarsi) del suo ultimo lavoro. Un lavoro fantastico dove energie si incontrano in uno spazio che diventa il nostro.

Mi ritrovo al Baxter di Cape Town e mi progetto fuori di me, ritrovandomi metaforicamente sul palco.

Chi sono e qual e’ la verita’?

La verita’ e’ dentro di me. E’ fuori. In quel palco in cui mi progetto cercando di migliorare.

Neo ci e’ riuscito, almeno con me.

E tra le tre storie, ritrovo il momento del nostro incontro in una Maputo diabolicamente attraente dove e’ difficile non sentire l’odore della vita e vivere intensamente ogni suono, ogni colore, ogni odore.

Chuma Sopolela e Andile Vellem hanno riportato sul palco i movimenti della vita maputense tra la sensualita’ di energie che non puoi decidere.

La vita ti si butta addosso e non puoi rifiutarla. Vuoi sfondare le pareti, come Chuma e Andile, e aprirti al mondo, perche’ Maputo ti fa scoprire chi sei. E tra una vita la cui forza la senti sul corpo come andare in bicicletta in una giornata di forte vento, incontri delle persone fantasticamente non umane! Come Chico, come altre!!! una rivista, scritto da Tina Lorizzo

La Catarsi comincia con la melodia di un carion umano che ci riporta indietro nella memoria di eventi passati sentendo ‘How It Feels’, come addormentati in un sogno.

Tre storie fantasticamente connesse in un gioco di parole, segni, movimenti e musica.

E tra una storia e l’altra corriamo, corriamo a recuperare la memoria che abbiamo messo a riparo tra le radici della nostra anima. E quando l’abbiamo ritrovata, eccoci qui a sentirla col cuore.

Neo Muyanga ci conduce li’ a ricordare e a rivivere le sensazioni, i sentimenti e la forza di momenti passati.

E come seduti in un grande teatro dell’Antica Grecia, ci prepariamo alla catarsi; Usciamo da noi stessi e ci posizioniamo nell’anima di un ballerino, di un contastorie, di un musicista, di un suonatore di violino o un pianista di una soprano o di un regista, diventando attori di noi stessi.

Il rumore dei movimenti, il cambiamento perenne del tono delle voci, la docile musica dei violini e il muto linguaggio

dei segni ci riportano a sentire la forza vitale degli eventi.

E’ il passato, il presente e il futuro che e’ oggi.

Per un ‘ora siamo li’, di fronte a quel palco tra contrastanti emozioni di risa, di pianto, di riflessione e di allegria; non sappiamo dove siamo, chi siamo e cosa sia la verita’.

Ma all’improvviso smettiamo di correre, rallentiamo nei movimenti e, mentre il sipario si chiude ritorniamo noi stessi.

La catarsi e’ gia’ avvenuta e alla dolce melodia del carion continuamo a vivere.

Quando ho conosciuto Neo per la prima volta, quasi un anno fa, nell’ Avenida Samora Machel di Maputo in Mozambico non avrei mai immaginato di ritrovarmi qui spettatrice/attrice (nel concetto di catarsi) del suo ultimo lavoro. Un lavoro fantastico dove energie si incontrano in uno spazio che diventa il nostro.

Mi ritrovo al Baxter di Cape Town e mi progetto fuori di me, ritrovandomi metaforicamente sul palco.

Chi sono e qual e’ la verita’?

La verita’ e’ dentro di me. E’ fuori. In quel palco in cui mi progetto cercando di migliorare.

Neo ci e’ riuscito, almeno con me.

E tra le tre storie, ritrovo il momento del nostro incontro in una Maputo diabolicamente attraente dove e’ difficile non sentire l’odore della vita e vivere intensamente ogni suono, ogni colore, ogni odore.

Chuma Sopolela e Andile Vellem hanno riportato sul palco i movimenti della vita maputense tra la sensualita’ di energie che non puoi decidere.

La vita ti si butta addosso e non puoi rifiutarla. Vuoi sfondare le pareti, come Chuma e Andile, e aprirti al mondo, perche’ Maputo ti fa scoprire chi sei. E tra una vita la cui forza la senti sul corpo come andare in bicicletta in una giornata di forte vento, incontri delle persone fantasticamente non umane! Come Chico, come altre!!!


.org.za

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