die buitestaanders: new works for soprano and piano forte

premiering at the klein karoo nasionale kunstefees this april, this is a presentation of new and courageous works exploring contemporary south africa’s insider/outsider complex as performed by magdalene minaar (soprano) and mareli stolp (pianist). the works are written by contemporary composers who are forging a new musical tradition in south africa and feature texts by leading poets antjie krog, lara foot, nigel gowland, vernie plaatjies and donald rickert.


.org.za

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rivista: “memory of how it feels”

rivista da Tina Lorizzo, foto da Marc Wessels

La Catarsi comincia con la melodia di un carion umano che ci riporta indietro nella memoria di eventi passati sentendo ‘How It Feels’, come addormentati in un sogno.

Tre storie fantasticamente connesse in un gioco di parole, segni, movimenti e musica.

E tra una storia e l’altra corriamo, corriamo a recuperare la memoria che abbiamo messo a riparo tra le radici della nostra anima. E quando l’abbiamo ritrovata, eccoci qui a sentirla col cuore.

Neo Muyanga ci conduce li’ a ricordare e a rivivere le sensazioni, i sentimenti e la forza di momenti passati.

E come seduti in un grande teatro dell’Antica Grecia, ci prepariamo alla catarsi; Usciamo da noi stessi e ci posizioniamo nell’anima di un ballerino, di un contastorie, di un musicista, di un suonatore di violino o un pianista di una soprano o di un regista, diventando attori di noi stessi.

Il rumore dei movimenti, il cambiamento perenne del tono delle voci, la docile musica dei violini e il muto linguaggio

dei segni ci riportano a sentire la forza vitale degli eventi.

E’ il passato, il presente e il futuro che e’ oggi.

Per un ‘ora siamo li’, di fronte a quel palco tra contrastanti emozioni di risa, di pianto, di riflessione e di allegria; non sappiamo dove siamo, chi siamo e cosa sia la verita’.

Ma all’improvviso smettiamo di correre, rallentiamo nei movimenti e, mentre il sipario si chiude ritorniamo noi stessi.

La catarsi e’ gia’ avvenuta e alla dolce melodia del carion continuamo a vivere.

Quando ho conosciuto Neo per la prima volta, quasi un anno fa, nell’ Avenida Samora Machel di Maputo in Mozambico non avrei mai immaginato di ritrovarmi qui spettatrice/attrice (nel concetto di catarsi) del suo ultimo lavoro. Un lavoro fantastico dove energie si incontrano in uno spazio che diventa il nostro.

Mi ritrovo al Baxter di Cape Town e mi progetto fuori di me, ritrovandomi metaforicamente sul palco.

Chi sono e qual e’ la verita’?

La verita’ e’ dentro di me. E’ fuori. In quel palco in cui mi progetto cercando di migliorare.

Neo ci e’ riuscito, almeno con me.

E tra le tre storie, ritrovo il momento del nostro incontro in una Maputo diabolicamente attraente dove e’ difficile non sentire l’odore della vita e vivere intensamente ogni suono, ogni colore, ogni odore.

Chuma Sopolela e Andile Vellem hanno riportato sul palco i movimenti della vita maputense tra la sensualita’ di energie che non puoi decidere.

La vita ti si butta addosso e non puoi rifiutarla. Vuoi sfondare le pareti, come Chuma e Andile, e aprirti al mondo, perche’ Maputo ti fa scoprire chi sei. E tra una vita la cui forza la senti sul corpo come andare in bicicletta in una giornata di forte vento, incontri delle persone fantasticamente non umane! Come Chico, come altre!!! una rivista, scritto da Tina Lorizzo

La Catarsi comincia con la melodia di un carion umano che ci riporta indietro nella memoria di eventi passati sentendo ‘How It Feels’, come addormentati in un sogno.

Tre storie fantasticamente connesse in un gioco di parole, segni, movimenti e musica.

E tra una storia e l’altra corriamo, corriamo a recuperare la memoria che abbiamo messo a riparo tra le radici della nostra anima. E quando l’abbiamo ritrovata, eccoci qui a sentirla col cuore.

Neo Muyanga ci conduce li’ a ricordare e a rivivere le sensazioni, i sentimenti e la forza di momenti passati.

E come seduti in un grande teatro dell’Antica Grecia, ci prepariamo alla catarsi; Usciamo da noi stessi e ci posizioniamo nell’anima di un ballerino, di un contastorie, di un musicista, di un suonatore di violino o un pianista di una soprano o di un regista, diventando attori di noi stessi.

Il rumore dei movimenti, il cambiamento perenne del tono delle voci, la docile musica dei violini e il muto linguaggio

dei segni ci riportano a sentire la forza vitale degli eventi.

E’ il passato, il presente e il futuro che e’ oggi.

Per un ‘ora siamo li’, di fronte a quel palco tra contrastanti emozioni di risa, di pianto, di riflessione e di allegria; non sappiamo dove siamo, chi siamo e cosa sia la verita’.

Ma all’improvviso smettiamo di correre, rallentiamo nei movimenti e, mentre il sipario si chiude ritorniamo noi stessi.

La catarsi e’ gia’ avvenuta e alla dolce melodia del carion continuamo a vivere.

Quando ho conosciuto Neo per la prima volta, quasi un anno fa, nell’ Avenida Samora Machel di Maputo in Mozambico non avrei mai immaginato di ritrovarmi qui spettatrice/attrice (nel concetto di catarsi) del suo ultimo lavoro. Un lavoro fantastico dove energie si incontrano in uno spazio che diventa il nostro.

Mi ritrovo al Baxter di Cape Town e mi progetto fuori di me, ritrovandomi metaforicamente sul palco.

Chi sono e qual e’ la verita’?

La verita’ e’ dentro di me. E’ fuori. In quel palco in cui mi progetto cercando di migliorare.

Neo ci e’ riuscito, almeno con me.

E tra le tre storie, ritrovo il momento del nostro incontro in una Maputo diabolicamente attraente dove e’ difficile non sentire l’odore della vita e vivere intensamente ogni suono, ogni colore, ogni odore.

Chuma Sopolela e Andile Vellem hanno riportato sul palco i movimenti della vita maputense tra la sensualita’ di energie che non puoi decidere.

La vita ti si butta addosso e non puoi rifiutarla. Vuoi sfondare le pareti, come Chuma e Andile, e aprirti al mondo, perche’ Maputo ti fa scoprire chi sei. E tra una vita la cui forza la senti sul corpo come andare in bicicletta in una giornata di forte vento, incontri delle persone fantasticamente non umane! Come Chico, come altre!!!


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chimurenga chronicle call for submissions: back to the future!

Chimurenga Magazine’s next publishing project is The Chimurenga Chronicle – a once-off, one-day-only edition of a speculative, future-forward newspaper that travels back in time to re-imagine the present.

Produced in collaboration with Nigeria’s Cassava Republic Press and Kenya’s Kwani?, it is a multi-section broadsheet with news, long-form journalism, comics, sport, art etc. and 100-page books magazine to be released in September 2011, in numerous African cities.

The current tools we have at our disposal, particularly in the area of knowledge production and dissemination, don’t help much to grasp contemporary reality. What we need is a Time Machine! A device that will allow us to understand the numerous different temporalities, dispersed entanglements and overlapping time-spaces that define today.

The Chimurenga Chronicle is one such machine. Back-dated to the week May 18-24 2008, it’s situated during the first week of the so-called xenophobic violence in South Africa, two years ago – but it focuses outward, covering the events, scenes and situations around the world during this period.

As part of the project we view the newspaper classifieds section as a literary and art platform; a public space that delights in prescience, precision, and provocation and uses wit as a formidable weapon against the tyranny of everyday banality. Yes, it sells out – it sells out big. It sells everything from undying love to first editions of Fanon, from rhetorical job offers to shards of hope.

We therefore invite submission of nano-novels, micro-art works, flash poetry, philosophical aphorism, minima moralia, haikus of the heart, found objects and more, for sections includingsales, wanted, services, jobs, personals and obituaries.

All classifieds submitted should be no longer than 50 words and should relate to the week May 18-24 2008.

Email chimurenga for queries.

www.chimurenganewsroom.org.za

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